jueves, 30 de abril de 2026
martes, 27 de julio de 2021
MARTHA
MARTHA
In
ogni famiglia ci sarà una pazza,
una
demente emergente
deposito
di psicosi, nevrosi,
distimie,
ciclotimie,
cleptomanie,
tricotillomanie,
e
tutte quelle stronzate
che
inventano gli psichiatri.
In
ogni famiglia ci sarà una pazza
che
taglia brandelli di cielo
con
i denti,
lontana
dal mondo come un hippie
intrappolato
in una nube d’oppio.
Io
sono la pazza della famiglia.
L’ho
capito
quando
ho seppellito la bambola in giardino,
quando
ho scritto il mio primo strazio,
quando
è morta mia madre e non sapevo
in
quale cassetto cercare le calze.
Io
sono la pazza della famiglia.
Scrivo
poesie,
inseguo
scarafaggi,
e
mi suicido.
E,
a volte,
brillo
per la mia assenza.
domingo, 25 de julio de 2021
DELFINA
DELFINA
DELFINA
viernes, 23 de julio de 2021
AMELIA
El monstruo
“La santidad de los santos padres era algo tan
mudable que yo decidí apartar cualquier duda
de mi cabeza por desgracia demasiado clara y dar
el salto hacia un adiós aún más arriesgado.”
Amelia Roselli (1930 – 1996)
Fue el fascismo,
fue la huida,
fue el trotar el mundo
arrastrando
un hatajo de lenguas.
Fue la volátil santidad del cosmos,
la rima de los muertos y la tierra,
la gramática de la desolación.
Fueron las riendas
desbocadas,
la quietud de los elefantes muertos.
Fue el ejército
que no pude enfrentar,
el descontento de las piernas,
los azulejos en desorden.
Fue el amor,
fue el desamor,
fue el fascismo,
fue la huida.
Huir y estar siempre
en el mismo lugar de desamparo.
Fui yo.
El monstruo fui yo.
Inexplicable como un día de verano.
Coqueteando desde mi infierno
con la gula de las
ventanas.
AMELIA
Il mostro
cangiante ch’io decisi di allontanare ogni dubbio
dalla mia testa purtroppo troppo chiara e
prendere il salto per un addio più difficile.”
Amelia Roselli (1930 – 1996)
è stata la fuga,
è stato il girare il mondo
trascinandosi
una sfilza di lingue.
È stata la volatile santità del cosmo,
la rima dei morti e della terra,
la grammatica della desolazione.
Sono state le briglie sciolte,
la cangiante presenza dei camaleonti,
la quiete degli elefanti morti.
È stato l’esercito
che non ho potuto affrontare,
lo scontento delle gambe,
le piastrelle in disordine.
È stato l’amore,
è stato il disamore,
è stato il fascismo,
è stata la fuga.
Fuggire ed essere sempre
nello stesso luogo desolato.
Sono stata io.
Il mostro ero io.
Civettando dal mio inferno
con la gola delle finestre.
De "Un rayo a tiempo", El Mensú Ediciones (2018)
miércoles, 21 de julio de 2021
SANMAO
SANMAO
SANMAO
Respiro
ogni notte
pareti crepate.
Da
quelle crepe
scivola
via
la
menzogna del corpo.
Al
di là delle pareti
sono
una macchia di sangue
e
ossa liquefatte.
Quando
fa giorno
raccolgo
quel poco
che
resta della poesia
dopo
aver perso l’amore.
Delle
calze di seta
intorno
al collo
mi
riconsegnano
al
vuoto di pesci
della
mia vedovanza.
Tocco
con dita anestetizzate
il
guscio dell’estate.
Nel
sipario della Morte
l’amore
ed io,
finalmente,
ci
succediamo.
De "Un rayo a tiempo", El Mensú Ediciones (2018)











